Ristorante Villa Crespi

////Ristorante Villa Crespi
Ristorante Villa Crespi2018-04-14T16:02:45+00:00

Project Description

Ristorante Villa Crespi

Speciale Antonino Cannavacciuolo

Punteggio: 5S / 5
Prezzo (escluso bevande): 155 / 200,00 euro cad.

  • CHEF: Antonino Cannavacciuolo
    MAITRE: Massimo Raugi

Specialità consigliate

    • Gamberi…pomodoro e uovo
    • Terrina di fegato grasso, ananas e sgombro affumicato
    • Scampi di Sicilia alla “pizzaiola”, acqua e polpo
    • Lumache di Cherasco, garusoli, crema di aglio dolce, terra di grano arso
    • Polpo su emulsione ricavata dalla sua acqua di cottura e olio di girasole, caviale di aceto, crumble di polenta e cialda di pane al nero di segale
    • Linguine di Gragnano con calamaretti spillo, salsa al pane di segale
    • Spaghetti alla genovese, salsiccia di Bra
    • Cappellacci di broccoli, cagliata di latte, guazzetto di lumachine di mare
    • Gnocchetti di baccalà, alghe marine, tartufo di mare
    • Ravioli di aglio, cozze e parmigiano
    • Paccheri al ragù alla napoletana
    • Plin di anatra su zuppetta di fegato grasso e latte di burrata
  • Triglia, melanzana e guazzetto di provola
  • Rane, crema di riso, salsa al midollo di bue e gremolada di limone
  • Suprema di piccione, fegato grasso al gruè di cacao, salsa al Banyuls
  • Guancia di manzo, maionese di nocciola, terrina di patate e bietole
  • Guancia di manzo glassata con fondo di cottura, cilindro di pasta croccante con all’interno la coda di manzo sfilacciata e stracotta, foglia di bieta, salsa di lattuga, cipolline in agrodolce e purea di patate
  • Anguilla croccante cotta allo spiedo con alghe marine croccanti su salsa di ali di pollo e semi di pomodoro
  • Crostata rabarbaro e fragole
  • “Il falso uovo”
  • Dolce al cioccolato
  • Raviolo di mango con crema di latte di soia e frutto della passione, carota, quenelle di gelato alla mela verde e sedano

Recensione: 2016

Dopo mesi di attesa finalmente arriva il fatidico giorno del pranzo a Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo.
Lo Chef Cannavacciuolo, doppia stella Michelin, ha portato un po’ di Napoli in Piemonte. Colpisce subito lo stile moresco della Villa, in un attimo sembra di essere catapultati a Baghdad, un pizzico di oriente si affaccia sul lago d’Orta. Veniamo subito accolti dallo staff, tutti di una gentilezza e attenzione ai minimi particolari. Solo 20 tavoli per far sognare il palato dei fortunati commensali. Per tutto il pranzo ci accompagna il Sommelier Matteo Pastrello, che oltre a darci ottimi consigli sul vino, ci suggerisce il menù degustazione “Itinerario dal sud al nord Italia” un tripudio di sapori partenopei e piemontesi.
Questa degustazione rappresenta in tutta la sua grandezza la storia di Cannavacciuolo, sapori, profumi, colori, consistenza ed equilibrio, un vero e proprio viaggio sensoriale.
Il piacere del mangiare bene, la qualità delle materie prime di cui viene esaltato il sapore. Con gli “Scampi di Sicilia alla pizzaiola e acqua di polpo” e “Linguine di Gragnano con calamaretti spillo, salsa al pane di segale” si raggiunge il piacere massimo, sono i piatti che non dimenticherò mai e la scarpetta è stata d’obbligo.
Lo staff di Villa Crespi, giovane ma molto preparato, con professionalità ci ha coccolato per tutto il pranzo, supervisionati dal grande Matteo Pastrello di una simpatia unica, che ha fatto le veci di Antonino durante la nostra permanenza a Villa Crespi, dimostrandosi un ottimo “Padrone di Casa”.
A fine pranzo non c’è più spazio per altro se non il ricordo di una giornata sicuramente unica.
Grazie a Patrizia 
(delegata per Simon’s food).

Recensione: Aggiornamento Aprile 2018

Uno sguardo ed è subito amore! Immediatamente ti emoziona.
Non è semplice spiegarlo, ma ci provo, ti senti avvolto nell’atmosfera, ti senti piacevolmente bene con te stesso e parte integrante con ciò che ti circonda, senti proprio la voglia di rimanere ad oltranza, ti senti in pieno relax, nonostante sia un locale di altissimo livello.
Questo mi è successo varcando la soglia della bellissima Villa Crespi sul lago d’Orta nella provincia Novarese.
L’incontro con lo chef Antonino Cannavacciuolo ha chiuso il cerchio.
Credeteci, non mi sarei mai aspettato di vivere un’emozione così forte sia per il palato che per lo spirito.
Sei a casa che guardi la tv, segui gli chef e i loro reality, e… Bum!
d’incanto ti ritrovi a parlare amichevolmente con lui, con Antonino, che con il suo fare ti “pacca sulla spalla“ e scherzando ti snocciola frasi da reality.

Già dal viaggio che si percorre per raggiungere la location, si rimane affascinati dal paesaggio che ti accompagna e che costeggia il lago.
Appena arrivato rimango sorpreso da tanta bellezza…Una villa dall’architettura Moresca con richiami arabeggianti, con colonne di marmo e archi arricchiti da intarsi e decorazioni.
Un resort di lusso, Relais & Chateaux, circondato da un’enorme parco, con vista lago e suites da mille e una notte.

Una volta accomodati all’interno il pranzo è una sinfonia straordinaria di sapori, gusti delicati, una cucina all’apparenza semplice, ma profonda, che ti entra dentro. Ad ogni portata, si rimane sorpresi, da come sia coinvolgente il piatto, ingredienti all’apparenza semplici, ma che nascondono una lavorazione sapientemente ricercata e studiata. Lo chef Antonino riesce a trasmettere il suo sapere, il suo percorso attraverso un’italianità che difficilmente si ritrova in altri stellati. Ciò che mi stupisce è la continuità dei piatti, uno dopo l’altro sono sempre di altissimo livello, e fidatevi che non sempre questo è una cosa così scontata. In un menù può capitare di trovare qualcosa che non sempre è equiparato ad altri assaggiati poco prima. Invece qui ogni volta è un’esclamazione continua, ci si guarda e si commenta stupefatti. La cucina dello chef si basa su fondi, su giochi di carne e pesce, su creme, su consistenze contrastanti, ma mai troppo spinte, si vede e si sente una passione forte e al tempo stesso frutto di una cucina delicata, quasi poetica se vogliamo.

Si passa dal vigore del “Pacchero alla napoletana“, simbolo di profonda italianità, dal ragù famigliare, avvolgente, alla delicatezza e freschezza dello “Scampo di sicilia alla pizzaiola con acqua di polpo”. Un saliscendi di sensazioni al palato che ti divertono, ti trasportano di continuo. Un viaggio nel quale mi lascio trasportare grazie anche alla sapiente regia del Restaurant Manager Massimo Raugi, traghettatore in questo percorso di consistenze e gusti. Eleganti sono i Plin dalla pasta sfoglia leggera con all’interno un ripieno d’anatra gustoso adagiati su una zuppetta cremosa di fegato grasso e latte di burrata, che invocano il palato ad urlare “ancora, ancora!“ Poi i secondi, con l’Anguilla croccante allo spiedo o la Guancia di manzo glassata con fondo di cottura… insomma tanti piatti, tanti gusti, potrei descriverli tutti, ma non riuscirei a trasmettervi le emozioni, che ancora affiorano mentre scrivo e riguardo le foto scattate.

Infine come degna chiusura di un’esperienza fantastica, la conoscenza dello chef Antonino, persona dal grande cuore, amabile, simpatica, legato ai valori della famiglia e mai supponente. Mai! Un personaggio rimasto sempre fedele alla sua verace italianità, dalla battuta scherzosa.

A conclusione, posso dirvi che è sicuramente un posto molto ricercato, lussuoso, bello e affascinante.
Ma oltre a questo vivrete un’esperienza straordinaria, per cucina, persone e naturalmente lui… Antonino Cannavacciuolo.

Grazie Chef, grazie a sua moglie Cinzia Primatesta e a tutto lo staff.
E come mi disse scherzosamente Antonino sventolando la mano mentre si allontanava a piedi…

“ADDIOS!“







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