Project Description

Ristorante Torre del Saracino

Punteggio: 5s / 5
Prezzo (escluso bevande): 120 / 230,00 euro cad.

  • Via Torretta, 9 – Loc. Marina d’Equa 80069 Vico Equense (NA)

  • 081.802 8555

  • PRANZO: dalle 12:45 alle 14:15
    CENA: dalle 19:45 alle 22:15

    CHIUSO:
    LUNEDì tutto il giorno
    MARTEDì a pranzo
    DOMENICA a cena

  • PATRON: Gennaro Esposito, Vittoria Aiello
    CHEF: Gennaro Esposito
    EXECUTIVE CHEF: Giuseppe Di Martino
    EXECUTIVE PASTRY CHEF: Carmine Di Donna
    BRIGATA: Graziano Pascale, Kengo Okada, Raffaele Iasevoli, Francesco Di Padova, Isabella Di Leva, Alessandro Di Blasi
    SOMMELIER: Vincenzo Spasiano
    IN SALA: Ciro De Gennaro, Gianni Piezzo

Specialità consigliate

  • Gallinella marinata con pastinaca, spremuta di melograno e fichi d’india
  • Genovese di palamita, formaggio di capra e caviale di tartufo nero
  • Triglia fritta, non fritta Tutta la seppia in “Zimino”
  • Gola di baccalà alla brace, salsa d’aglio e pil pil allo zafferano
  • Carpaccio di marchigiana affumicato dolcemente, tartare di avocado, nocciole e tartufo
  • Risotto agli agrumi con gamberi, ‘nduja e salsa di finocchietto selvatico
  • Mezzi paccheri con anemoni, scuncilli e ricci di mare
  • Minestra di pasta mista con pesci di scoglio e crostacei
  • Spaghetti con colatura di alici, calamaro e salsa del suo quinto quarto
  • Ravioli fondenti di zucca con taleggio di bufala, semi e cavolo nero
  • Tagliolini al ragù di faraona, crema all’uovo e tartufo bianco
  • Guancia, pancia e filetto di pescato del giorno con variazione di broccoli e salsa di “Acqua pazza”
  • Sampietro al “cartoccio”, patate, bietola, cannolicchi e caviale
  • Rana pescatrice, battuto di cavolfiore con brodo di radici e castagne
  • Maialino nero Casertano con chutney di mela cotogna, indivia brasata e portulaca croccante
  • Agnello Laticauda con purea di sedano rapa, cipollotto
  • Nocerino e pesto di prugne “sottosale”
  • Piccione allo spiedo con composta di amarene e frutti rossi, barbabietole e germogli di spinaci
  • Millefoglie caramellata, cremoso alla mandorla e sorbetto al mango
  • Cremoso al cioccolato 62%, salsa ai frutti rossi e sorbetto al lampone
  • Zuppetta di amarene, grue di cacao, spuma di caffè e gelato al kefir di bufala
  • Cremoso alla nocciola, biscotto di castagne e sorbetto ai cachi
  • Morbido di carote, cremoso all’olio extravergine di oliva con sorbetto di banana
  • Babà napoletano, crema pasticciera e fragoline di bosco
  • Cremoso alla vaniglia, confit e sorbetto di mela verde

Quando si parla di Napoli, più precisamente della costiera amalfitana non si può non far riferimento ad un guru della cucina campana come lo Chef Gennaro Esposito. Proprio per questo sempre approfittando del mio viaggio gastronomico a Napoli, altra tappa fondamentale è stata “La Torre del Saracino” dimora della cucina dello chef bistellato.

L’arrivo non è stato dei più semplici, poichè presi dall’euforia, ci siamo fermati alla stazione sbagliata, a Vico Equense invece di scendere a quella dopo di Seiano. Il locale si trova a ridosso del porticciolo di Marina d’Aequa, un piccolo paesino di pescatori dove il mare confina con le pendici del monte Faito.

Preso un taxi per rimediare alla svista, appena giunti rimaniamo incuriositi dal panorama e iniziamo a salire gli scalini arrivati alla meta il maître ci invita ad entrare.

Ci accomodiamo nella sala a vetri con vista mare, dove il panorama del Golfo di Napoli è spettacolare.

Mentre aspettiamo l’arrivo dell’amuse bouche, ne approfitto per curiosare nella sala a fianco, ricavata nella Torre di Caporivo dove nel mezzo l’imponente macina in pietra attira immediatamente lo sguardo. Tutt’attorno un insieme di arredi moderni, divani e un’enorme e invidiabile impianto stereofonico completano l’elegante stanza. Un locale caratterizzato dall’unione passato/presente, il contrasto delle pietre antiche con lo stile di design moderno.

Seduti e beati, arriva l’elegante benvenuto dello chef accompagnato da un calice di Franciacorta Cabochon. Cinque appetizers che spaziano tra toni salati e dolci tra acidità e differenti consistenze, giocando con carne, pesce e frutta.
Piccole bontà composte da: Bagel con salmone affumicato e prugna, Mela annurca e fegatini, Crocchè di stoccafisso e patate, Sfoglina croccante ai semi con burro e acciughe, Zuppa di olive verdi, gelato di arachidi e bottarga di tonno.

Bene direi, l’inizio è scoppiettante come da aspettative e procediamo impazienti pensando al menù degustazione e alle portate che ci aspettano.
Nel contempo mi soffermo a guardare la professionalità dello staff, un’eleganza cortese e simpatica, che non mette mai in soggezione il cliente, ma lo accompagna con il sorriso in questo contesto stellare.

Ecco che arrivano le prime 3 portate,

composte da: “Triglia fritta non fritta”, ovvero triglia bagnata con getto d’olio caldo al cucchiaio, spine croccanti disidratate, trippette di baccalà scottate alla fiamma e salsa con crudo di tradizione alla livornese. Poi a seguire, Polipetto verace affogato con salsa alla “Luciana”, purea di ceci e bietola e infine Genovese di palamita, formaggio di capra, caviale e tartufo nero.

Naturalmente tutti piatti buonissimi, giocati su lievi contrasti e perfetti equilibri, dove tra questi spicca la particolarità della “triglia non triglia”, per la commestibilità delle spine croccanti e saporite in contrasto alla tenerezza del pesce (si scioglie in bocca come burro). D’obbligo fare la scarpetta finale con l’intingolo.

Si passa ai primi con due bombe di gusto:

Risotto con pomodoro cuore di bue, limone candito, calamaretto al vapore ripieno di provola affumicata, e Fettuccelle con ragù di anguilla, pesto di prezzemolo e pinoli tostati. Nel risotto è Incredibile il gioco di acidità e dolcezza tra limone e pomodoro che lasciano spazio a punte sempre differenti di sapidità, per finire in un crescendo di golosità con il cuore morbido e affumicato del provolone. Un piatto entrato di diritto tra i migliori fatti nel 2019. Differente è la fettuccella dalla consistenza decisa, perfetta nella sua cottura, accompagnata da un ragù di anguilla dagli aspetti diversi, a cubetti con tono saporito nel condimento, mentre più dolciastra e dalla pelle croccante nel trancio.

Ben rilassati, con il sole a riflettere sulle vetrate, ci accorgiamo dell’arrivo dei secondi per il profumo che si diffonde nell’aria. Inebriante, ci invita a gustare la Rana pescatrice arrosto con pesto di fagiolini e centrifugato di erbe aromatiche e il Filetto di maialino nero con portulaca croccante, pancia cotta al vapore, cannellone di peperoncino verde ripieno di composta di pomodoro verde e salsa di senape.

Anche con queste portate continua il massaggio dell’anima dello chef Gennarino, attraverso un continuo spaziare tra differenti sapori che riportano al presente quella cucina più classica che pesca dalla storia, ma rivolta al futuro attraverso rielaborazioni tecniche e moderne.

Consapevoli della goduria raggiunta, aspettiamo l’arrivo del gran finale.

Ma prima un pre dessert favoloso, dolce e salato in contrapposizione: Crème Brûlée di liquirizia, noci e cedro con provolone del Monaco.

Quindi il dessert, non uno ma ben due dolci da provare contemporaneamente!!

Zuppa di amarena, biscotto di cioccolato, gelato di kefir di bufala e spuma di caffè e Mousse di muscovado, confit di mango, crema di cocco e sorbetto al mango con aria di liquirizia. Freschi, giocati sulle diverse densità, dalle morbide spume al croccante di grue di cacao, è la degna conclusione di un pranzo eccezionale.

Non mancheranno le coccole finali, con due assaggi di Panettone e Pastiera Napoletana e un Cannolo siciliano con ricotta di bufala.

Ci alziamo soddisfatti, e prima di conoscere lo chef e fare due chiacchiere il maitrè Vincenzo ci accompagna in visita alle cantine sotto la Torre, un tesoro di 20.000 bottiglie raccolte in 28 anni.

La Cantina

Conosciamo poi la brigata di cucina con l’executive chef Giuseppe di Martino e infine ci sediamo al tavolo per un caffè con lo chef Gennaro Esposito. Così come mi era stato detto, lo chef si conferma una persona spontanea, così come la sua cucina, legata fortemente alla propria terra, dal fare a volte timido ma dal grande cuore, che traspare dal sorriso bonario e dai racconti.

Mi rimane quest’esperienza umana e di gusto che non manco mai di spiegare a chi mi chiede dello chef e della sua cucina, un mondo ricco di sole, cuore e passione.

Guarda il video con l’intervista allo chef due stelle Gennaro Esposito

(Piccolo aneddoto vissuto il giorno successivo)

Ore 11.00, Seiano (Napoli).
E’ arrivato il tempo di tornare a casa. Lasciamo l’hotel che ci ha ospitato e ci incamminiamo a piedi sotto il sole, per raggiungere la Circumvesuviana che ci riporterà a Napoli. La distanza non è tanta, circa 1 km dal porto dove si trova l’hotel. Niente autobus… non si sa quando passa. Così per non perdere le coincidenze dei treni, si va a piedi. La distanza non è molta ma calcolando che la strada è in salita, mia moglie ha un cadavere nella valigia e inizia a fare abbastanza caldo, la fatica si fa sentire.

Mentre trafelati percorriamo questa strada, tra una macchina e l’altra, che ci sfrecciano di fianco (non c’erano marciapiedi) incrociamo un furgone blu che suona per salutarci… Era lo chef Gennaro Esposito che diretto al suo ristorante ci passa davanti. Noi lo salutiamo, e contenti che ci abbia riconosciuto proseguiamo…

2 minuti dopo ritorna il furgone guidato da un ragazzo di sala del suo staff, si ferma e ci dice: “Ragazzi, lo chef mi ha mandato a prendervi e portarvi in stazione, potevate chiamare così vi aiutavamo“.

Ecco questo piccolo gesto fatto da un big 2 stelle fa capire che i più grandi professionisti rimangono sempre quelli più alla mano, e come lui per fortuna tanti altri.