Gin Gadir, l'assaggio del nuovo gin ai capperi

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Aperitivo Ostriche & Gin Tonic con Gin Gadir

Abbiamo provato un gin a dir poco curioso, particolare ma deciso e dal sapore unico: Gin Gadir ai capperi bio di Pantelleria

Parma, mercoledì 8 novembre, serata uggiosa un po’ freddina ma in programma un appuntamento molto interessante: Aperitivo Ostriche & Gin Tonic con Gin Gadir ai capperi bio.
Piano A Drink&Kitchen in Borgo San Lorenzo apre le porte a un prodotto a dir poco intrigante, perché un Gin tonic al profumo di capperi non può che esserlo.

Il Gin Gadir

Prodotto da Palent, azienda che da molti anni opera nel settore dei liquori bio, Gadir significa “luogo nascosto, protetto” da una parola di origine berbera.

Nasce dall’idea di Dario Laugero, titolare della Palent, innamorato di Pantelleria, un’isola incantevole e misteriosa, la più grande tra le isole che circondano la Sicilia. E proprio qui vengono coltivati i capperi che daranno profumo all’alcol di frumento con una lenta infusione a freddo. Capperi bio dell’azienda Kazzen – Oro di Pantelleria per la precisione, che insieme alle bacche di ginepro danno vita a un liquore molto secco, dorato, insolito.

La ricetta si ispira ad una della più antiche tecniche di produzione del gin, comunemente nota come cold compound o bathtub gin. Le diverse botaniche vengono selezionate e infuse singolarmente in vasche separate per periodi differenti, affinché gli oli essenziali e le proprietà caratteristiche vengano correttamente estratti. Successivamente le singole infusioni vengono filtrate, miscelate e, senza seconda distillazione, diluite con acqua pura a 43%vol.

Chiuso in una bottiglia di vetro nero che evoca le rocce di ossidiana, dalle linee semplici il cui profilo ricorda il perimetro di Pantelleria, circondata dal mare e fiori del cappero.

Gin Gadir bottiglia e bicchierePiano A e Gin GadirFinger food ostrica

La serata

Appena incontro Michele Crippa (export manager di questo fantastico prodotto, dal curriculum piuttosto lungo) mi chiede cosa bevo e la mia risposta è stata piuttosto scontata. Mi servono dunque in tumbler alto il gin tonic, che apprezzo immediatamente per via del suo colore dorato. Immersi ci sono un cucunci (il frutto della pianta del cappero) e un pezzetto di pomodoro essicato al sole, ghiaccio.

Bevo. Incredibile! Secco proprio come piace a me, un gusto pieno, molto profumato, fresco.

La degustazione continua con un piattino di finger food, tra cui un’ostrica (ne avrei mangiate almeno 10), una seppiolina con patata lessa, un pezzettino di salmone su di un crostino… Si sposa alla grande.

Finisco il primo gin tonic Gadir; devo ordinare assolutamente il secondo.

L’uomo dietro al Gin Gadir

Un aneddoto fra tutti racchiude l’essenza del Gin Gadir.
Quando guardate la bottiglia, date un’occhiata al logo che c’è sul collo. Si tratta di un’icona tribale che riproduce l’effige di una moneta di oltre 2200 anni fa, ritrovata in un tesoro sommerso nelle acque di Pantelleria. Una corona vegetale all’interno della quale vi è incisa la parola “Cossura” (nome cartaginese dell’isola) e una rappresentazione di “Tanit”: dea dell’amore, del piacere e della buona fortuna.

La buona fortuna l’ha avuta Dario che, dopo 2 anni di prove e degustazioni con Michele e amici, ha finalmente trovato la sua ricetta per un prodotto unico.

In conclusione Gin Gadir è sicuramente da provare, sia che ti piaccia o no il gin, un’emozione da assaporare.
Ancora più interessante sarà l’utilizzo in cucina: sì, perché il cappero se ci pensi bene in quanti piatti è presente nella nostra cucina? E allora perché non utilizzare il gin in una ricetta? Basterà un buon Chef e il connubio gin-cibo sarà un gioco da ragazzi.

Bravi ad avere questa intuizione, vorrei farlo provare a uno dei nostri ristornati. 🙂
A presto Gin Gadir!









By |2017-12-04T00:33:55+00:009 novembre, 2017|Simon consiglia|

Il nostro autore:

Nato musicista, cresciuto grafico e convertito sviluppatore web. Instancabile mangiatore, amante delle bollicine francesi. CEO, Webmaster e Seo manager di Simon Italian Food.

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