Project Description

Ristorante L’Orangerie

Punteggio: 5 / 5
Prezzo (escluso bevande): 80 / 140,00 euro cad.

  • CHEF: Massimiliano Mandozzi
    PASTRY CHEF: Elnava De Rosa​
    GUEST RELATION MANAGER: Barbara La Rosa

Specialità consigliate

  • Brodo di persico essiccato e piselli, seppia e caviale
  • Asparago bianco, asperula e uovo di selva dorato
  • Triglia croccante in pastella, foie-gras, lamponi e maionese di nocciole
  • Scardola del lago al fumo dolce, cremoso di caprino, croccante di anacardi e salsa di cetriolo
  • Risotto e Persico con acqua di pomodoro, lamponi disidratati, riccio di mare, bottarga e persico dorato
  • Tortello di clorofilla farcito di anguilla e radici, il suo brodo fermentato al cappuccio rosso, caviale e limone
  • Ravioli del plin farciti di anguilla e tuberi, caviale e brodo di cappuccio
  • Risotto Carnaroli sel. Cornacchia in bianco e nero di seppia speziata
  • Crepinette di quaglia farcita di germinati, tartufo e bitto, salsa alla senape
  • Maialino ed i suoi ciccioli, foglie e salsa di erba orsina
  • Agone rosolato in padella al pepe lungo di Java, cavolo lacustre, insalatina di funghi e nocciole, tisana di betulla
  • Trota salmonate affumicata e scottata, salsa di peperone verde di fiume e ortaggi croccanti
    • Ananas arrostita alla vaniglia e cardamomo, gelato al latte di bufala biscotto morbido al cioccolato bianco e spuma affumicata
    • Pera, gorgonzola affinato al cacao e rum e crumble al fleur de sel
    • Zuppa inglese al latte di bufala, mela annurca e il suo gelato allo yogurt
    • Zabaione al mandarino, pan perduto al brandy e briciole di zucchero

Il ristorante L’Orangerie, presente nella prestigiosa Guida Michelin, fa parte come detto della struttura Castadiva Resort & SPA, ed è usufruibile anche per i clienti esterni al resort. Una location elegante, di alta classe, come del resto tutta la struttura.

Dato il tempo piovoso usufruiamo del tunnel che collega il ristorante alla SPA e ci rechiamo alla nostra cena.

Ci accomodiamo, e notiamo subito la cucina a vista sulla sala, un’elemento che piace, perché coinvolge il cliente nella preparazione e inoltre da un tocco di modernità. Il rosso delle pareti contrasta la sobrietà e il candore dei tavoli con mise en place classico. Attorno la bellezza del lago che traspare dalle vetrate. Staff preparato, lo si vede subito da come si muove.

Guardato il menù optiamo per una degustazione, il modo migliore a mio avviso per comprendere la filosofia di uno chef. Ciò che si deduce già dalle prime portate è la qualità della materia prima e la voglia di rielaborarla in maniera accattivante, osando senza stravolgerla. Una cucina che punta alla freschezza dei prodotti, con ingredienti del posto. Ad ogni portata traspare la voglia di tradizione ma rivolta al moderno.

Allo chef Massimiliano Mandozzi piace giocare con i sapori, con l’acidità degli ingredienti, ogni piatto segue un filo conduttore: eleganza, delicatezza e poi la sferzata dell’elemento acido a contrastare e risvegliare il palato. Una cucina che si adatta sia alla clientela straniera, abituata a gusti forti, ma anche a quella locale, più lineare.

Al nostro viaggio culinario ci accompagna con sapiente professionalità la simpatica sommelier Alessandra Poletti, abbinando vini ricercati (Ferrari Perlè, Castelneau Brut, Zymè 2016, Terre Siciliane “Case Bianche”, Monsupello, Blank De Morgex Et De La Salle 2016, Dut’Un Vie di Romans 2014, Verduzzo Dorico 2013) e adatti al nostro percorso che inizia con un piccolo benvenuto dello chef, composto da un cocktail, (Rossini, abalone, brodo di missoltino, pesca, champagne cetriolo, pomodoro) e una Capresina con olio al basilico, acciuga e granita di pomodoro fermentato.
Proseguiamo quindi con un sostanzioso entrèe di 4 portate, una serie di combinazioni raffinate come l’Ostrica con crema di broccolo fiolaro, gelatina di pepe e cipollotto, i “Sassi” del lario con formaggio di capra, tè nero, fieno e fiori, i Bon-bom di fegatini di pollo con nocciola, cioccolato e tartufo nero, e per concludere la Caramella all’olio Manni, vaniglia e limone.

Ma eccoci al menù vero e proprio, che inizia con 2 differenti antipasti, dalle diverse consistenze, sempre eleganti e delicate: il primo a base di brodo di persico essiccato, piselli, seppia e caviale e il secondo con una Scardola al fumo dolce, cremoso di caprino, croccante di anacardi e salsa di cetriolo.

E’ evidente come sempre la linea dei piatti e l’elemento che accomuna la cucina di Massimiliano, ovvero la ricerca della materia prima.

Passiamo quindi ai primi, con un risotto con acqua di pomodoro, lamponi disidratati, riccio di mare, bottarga e pesce persico dorato, (Eccezionale, vivace, croccante) e un Tortello di clorofilla farcito di anguilla e radici, con il suo brodo fermentato al cappuccio rosso, caviale e limone. (Delicatissimo e leggero). Quindi i secondi, con due portate di pesce: “Trota salmonata affumicata e scottata, salsa di peperone verde di fiume e ortaggi croccanti” e “Agone rosolato al pepe lungo e glassato all’estratto di volatile, cavolo di mare, nocciola e fragole verdi.”…Contrasti, contrasti e ancora contrasti!

Ma eccoci ormai sazi alla fine, o quasi…

La bravissima pasticcera Elnava ci prepara un pre dessert a base di Ananas arrostita alla vaniglia e cardamomo, biscotto morbido al cioccolato bianco, gelato al latte di bufala e spuma affumicata, che fa da apripista ai dolci, prima con il dessert e poi con la piccola pasticceria.

Il “lieto fine“ è una combinazione di salato e dolce con alla base un elemento inusuale ma azzeccatissimo: il gorgonzola. Un dessert che gioca sul dolce con la Pera in contrapposizione al salato del gorgonzola affinato al cacao e rum e crumble al fleur de sel. Anche qui Elnava prosegue la filosofia di Massimiliano, nel giocare con contrasti e consistenze passando dai sapori più delicati fino a sferzate più acute.

Infine la piccola pasticceria, con cioccolatini di vario tipo, Tartufi, Salame al cioccolato, Macaron, Tartelletta e chi più ne ha più ne metta! Insomma piccoli capolavori di dolcezza!

Con il sorriso sulle labbra e il palato felice, dopo due chiacchiere con lo staff e lo chef, rincasiamo per l’ultima volta nel nostro bellissimo sogno, la suite.
Un sogno che nonostante sia durato la velocità di un weekend rimarrà indelebile, così come la cucina di Massimiliano Mandozzi.